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Attualità, Salento

WINSPEARE: “SBALLATEVI DI VINO E SCOPRITE IL VERO SALENTO”

di Francesca Mandese (Corriere del Mezzogiorno)

No al turismo dello sballo, esorta il regista di Depressa. «Bisogna organizzarsi meglio
Far trovare ai turisti strade e spiagge pulite, parcheggi capienti, locali sicuri»

«Sballatevi di vino e pizzica e venite a scoprire il vero Salento». Parola di Edoardo Winspeare, che si autodefinisce un mujaheddin salentino. Il regista interviene nel dibattito sul turismo nel Salento e sul futuro del turismo nel tacco d’Italia, non nascondendo l’urgenza di cambiare rotta.

Negli ultimi giorni si accomuna sempre più spesso la parola Salento allo sballo. È un bene che alcune zone del Leccese siano diventate meta di migliaia di giovanissimi in cerca solo di divertimento?

«Non voglio sembrare snob, ma non credo che si debba inseguire questo tipo di turismo che si consuma in pochi giorni e quasi esclusivamente nelle discoteche o sulle spiagge di Gallipoli, Torre San Giovanni, Porto Cesareo e Otranto. Se è questo che i giovani cercano, tanto vale la pena rimanere a Milano Marittima. Ci stiamo dimenticando che ogni più piccolo paese ha dei veri tesori nascosti tutti da scoprire».

Questo significa che nel Salento non si sa bene come confezionare un’offerta turistica all’altezza delle risorse del territorio?

«Sì, il Salento deve organizzarsi meglio. Ho sentito numeri straordinari, due milioni di turisti attesi nel weekend di Ferragosto. È una cosa fantastica, ma poi dobbiamo far trovare ai turisti strade e spiagge pulite, parcheggi capienti, locali pubblici che garantiscano la sicurezza. Anch’io sono stato ragazzo e comprendo la vena dionisiaca dei giovani. Sta a noi adulti fare in modo che non ci siano eccessi».

E di eccessi ce ne sono stati, soprattutto negli ultimi giorni.

«Ho letto di ragazzi morti in discoteca, di violenze carnali, di sequestri di droga. Tutte cose che certamente accadono anche a Rimini e in altri posti frequentati dai più giovani. C’è una località della Costa del Sol dove bisogna farsi largo tra centinaia di migliaia di inglesi ubriachi. Sono per lo più operai spediti lì per dare sfogo agli eccessi per poi tornare in patria e rimettersi nei ranghi. Ecco, il Salento non deve diventare questo».

Che cosa si può fare per evitarlo?

«Sono convinto che sia necessario un ruolo educativo. Ai ragazzi dico, ubriacatevi di vino (e lasciate perdere l’ecstasy), fate l’amore, scoprite il Salento a bordo dei treni delle Ferrovie Sud-Est, andate a visitare le sagre, ballate la pizzica. Il modello è un po’ quello della Notte della Taranta perché propone un pezzo della nostra tradizione e viene quindi naturale avvicinarsi con rispetto. Certo, anche lì ci sarà chi si sballa con le droghe, chi berrà alcol senza moderazione, ma forse in misura minore».

E non c’è forse anche il rischio che puntando su un turismo di massa si perda per strada il turista che cerca proprio le cose di qualità che il Salento può offrire?

«Sì, questo è uno dei rischi. Ecco perché l’offerta deve cambiare e puntare sulle nostre peculiarità. Nel Salento c’è tanta tradizione, ogni piccolo paese ha la sua storia, la sua cultura, il suo santo da onorare con delle feste patronali e delle sagre bellissime. Sono tradizioni che cominciano a diventare rare perché quasi tutti i paesi del Sud si stanno svuotando sempre di più. Il Salento è ancora molto autentico e questa autenticità deve essere preservata e offerta ai turisti come un valore aggiunto alla bellezza della nostra natura, delle nostre chiese, dei nostri monumenti».

Ma sono cose che ai più giovani possono davvero interessare?

«Credo proprio di sì se noi adulti, le istituzioni, i tour operator ci muoviamo in questa direzione. Sballo è una parola che non mi piace e non voglio che il Salento diventi la terra dello sballo. Sta a noi cambiare approccio, offrire le cose autentiche di questa terra e, soprattutto, presentare strade, spiagge e città vivibili e pulite. Spesso siamo i primi noi a essere incivili anche verso la natura e così non va bene».

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