• Tricasenews.it è ancora in fase di aggiornamento, vi chiediamo un po' di pazienza qualora dovessero presentarsi rallentamenti o difficoltà nella navigazione. Grazie!
Agricoltura, Approfondimenti, Salento

XYLELLA: LA MAPPA DELLA DISCORDIA SPIEGATA DA ANTONIO LO PORTO (RICERCATORE CNR IRSA)

di Eleonora Ciminiello

Un ricercatore, un’intervista e una mappa. Non è un programma scientifico né un documentario, bensì l’intervista di una giornalista ad uno studioso, il quale durante un progetto sui cambiamenti climatici e sui processi di desertificazione, è riuscito, assieme ai suoi colleghi dell’IRSA-CNR, a rilevare dei dati molto interessanti mediante la tecnologia del telerilevamento.

A dispetto di quanti credono che la scienza buona non esista, compare quindi sulla scena Antonio Lo Porto, volto noto della scienza internazionale, ricercatore attivo presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto di Ricerca sulle Acque (CNR Irsa), che con linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori spiega i risultati di alcuni dati saltati fuori durante delle operazioni di telerilevamento aereo.

Ascoltando con estremo interesse l’intervista rilasciata dal dott. Lo Porto ai microfoni di Telerama, la situazione pare abbastanza chiara: il ricercatore, sostiene che dalle immagini ottenute tramite telerilevamento, si evidenzia che le aree in rosso, le quali poi sono risultate corrispondere a zone con Co.di.Ro. manifesto, sono contigue ad aree dove il Co.di.Ro non è manifesto.

La cosa che più ha incuriosito i ricercatori è che questa contiguità è delimitata da linee regolari: se ci fosse solo un’infezione batterica, ci dovremmo aspettare una diffusione a macchia d’olio perché la sputacchina è un vettore capace di coprire distanze abbastanza lunghe.

Se ricordiamo bene, ci è stato detto che la sputacchina poteva essere trasportata anche sugli indumenti, quindi a chilometri di distanza.

Come mai, si chiede il ricercatore, si ferma davanti ad un muretto a secco o ad una strada?

Che differenza c’è tra un terreno evidenziato in rosso ed il suo contiguo oltre il muretto a secco, indicato in giallo?

Certamente, risponde Lo Porto durante l’intervista, la differenza può farla la storia dell’appezzamento agricolo. Sarebbe interessante sapere se due terreni contigui, uno con segni di Co.di.Ro ed uno apparentemente sano, hanno le stesse caratteristiche del suolo: la stessa concentrazione di materia organica, la medesima biodiversità nella microfauna del suolo, la stessa concentrazione di glifosate, di metalli pesanti o di altre sostanze tossiche che non possiamo immaginare. Praticamente un discorso che non fa una piega.

La storia poteva fermarsi qui, vista la chiarezza della spiegazione, ma, come ogni cosa che ruota intorno agli ulivi del Salento così non è stato.

Nelle giornate che sono seguite alla pubblicazione di questa mappa sul web, da più e più parti i detrattori della scienza buona, hanno cominciato ad agitarsi, ponendo domande, insinuando dubbi e, nella maggior parte dei casi, bambinescamente, AVANZANDO PERCHE’ inopportuni anche ai nostri occhi.

mappacnrirsa

Ad un discorso logico ed oggettivo, ad un ragionamento rigorosamente valido, tutti coloro che si dicono pronti a sostenere la scienza cosa fanno? Cercano di sotterrare come insulsi ed insufficienti dei dati importantissimi, forse i più significativi che ad oggi arrivano dalla scienza, tentano di spegnere una luce lampante. Ovviamente…CONTINUA A LEGGERE SU www.leccecronaca.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *