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XYLELLA – LILT LECCE CONTRO LA CURA A BASE DI PESTICIDI.

La Lilt di Lecce, da anni impegnata a diffondere e promuovere informazione ed educazione sui temi della salute, ritiene doveroso e urgente esprimere la propria posizione a riguardo delle iniziative di contrasto alla Xylella fastidiosa se queste prevedono, essenzialmente, il ricorso a misure fitosanitarie, come la determinazione regionale n. 10 del 6 febbraio scorso fissa. A prendere una posizione di contrato netta sull’uso dei pesticidi è il presidente della sezione provinciale di Lilt, Giuseppe Serravazza che dice: “Il pericolo è che la cura sia di gran lunga peggiore dell’infezione essendo la chimica (e i pesticidi lo sono) responsabile di gravi danni alla salute umana, come accreditati organismi scientifici sostengono sulla base delle ricerche portate avanti nel mondo”.

Serravazza poi insiste: “Oms, Unep e la Comunità Europea esprimono evidenze circa la cancerogenicità di numerosissime molecole chimiche e invitano a precauzione, riduzione e alternative agli usi e agli abusi di esse. La ricerca mette in guardia dal ruolo pervasivo che gli interferenti endocrini hanno assunto nelle società industrializzate con compromissione delle matrici ambientali (acqua, aria, suolo, sottosuolo), mutazioni epigenetiche con aumento delle malattie a carico del sistema endocrino, riproduttivo e immunitario. I dati epidemiologici evidenziano che l’incidenza delle malattie si correla con le progressive e sempre più massicce modificazioni nelle condizioni di vita degli ecosistemi che la chimica altera e disequilibri”.

Il presidente leccese della Lega nazionale contro i tumori poi spiega: “Non pare quindi appropriato affrontare la questione xylella con misure che andrebbero a peggiorare il profilo di salute della popolazione e del territorio. Questa provincia detiene, purtroppo, primati negativi in fatto di incidenza di malattia oncologica e di consumo di pesticidi, e non trarre insegnamento da questa situazione significa perdere occasioni di tutela di qualità della vita e di benessere socio-economico. Strategico appare – come dichiarato dagli esperti del settore ed espresso anche nella determinazione regionale – riprendere in maniera rigorosa le buone pratiche di manutenzione agricola, vera prevenzione e cura per mantenere in salute le campagne. I saperi applicati del mondo contadino locale sono tutt’ora validi e appropriati per le tipologie degli uliveti e delle piante del territorio e ciò, insieme agli avanzamenti che la ricerca può nel frattempo apportare, debbono guidare i capillari interventi nell’area interessata dalle infezioni”.

Serravazza conclude dicendo: “Pertanto, l’appello che Lilt rivolge chiamando a raccolta le categorie sociali, professionali, le forze economiche, gli Ordini dei medici, dei biologi e degli agronomi è quello di riconoscere e assegnare preminenza e diffusione delle buone pratiche agricole. Per questo Lilt chiede altresì una moratoria al ricorso delle misure fitosanitarie confidando nei buoni risultati dell’applicazione di quelle agronomiche e nello sviluppo della ricerca”.

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