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XYLELLA E PESTICIDI, ANCHE ADOC CONTRO IL DECRETO MARTINA

Dopo aver impugnato vittoriosamente il primo piano Silletti, Adoc non abbassa la guardia e resta vigile sulla vicenda Xylella. Infatti, alla luce dei recenti accadimenti e con l’ausilio del dott. Quarta Raffaele, esperto in tematiche ambientali, è stato esaminato anche il Decreto Martina, che ha previsto l’utilizzo obbligatorio di insetticidi neonicotinoidi al fine di combattere il vettore della Xylella fastidiosa (in particolare, la specie denominata Philaenus spumarius).

Nel suddetto decreto si ribadisce che i neonicotinoidi impiegati siano solo quelli autorizzati come, ad esempio, l’acetamiprid. Si tratta di un composto altamente solubile in acqua e altamente volatile. Date le sue proprietà chimiche è molto probabile che non riesca a filtrare nel terreno e conseguentemente raggiungere le acque sotterranee. Non perdura nel suolo ma potrebbe essere molto persistente nei sistemi acquatici in presenza di determinate condizioni fisiche. Ha una tossicità moderata nei mammiferi e ha un alto potenziale di bioaccumulo.

Ciò nonostante è un composto irritante ed è riconosciuto essere altamente tossico per uccelli e lombrichi mentre evidenzia una tossicità più moderata verso una buona parte degli organismi acquatici. Tuttavia, tra gli altri insetticidi impiegati salta all’occhio un altro neonicotinoide, l’imidacloprid, considerato tra quelli più dannosi per le api, tanto che lo scorso 27 aprile i Paesi membri dell’U.E. – dunque Italia compresa – hanno votato a favore del divieto di utilizzare insetticidi di tale specie, c.d. neonicotinoidi.

A tal proposito l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha evidenziato come la maggior parte dei modi in cui i pesticidi neonicotinoidi vengono ad oggi utilizzati, rappresenti un rischio per le api selvatiche e quelle mellifere. Secondo l’ultimo rapporto rilasciato nel marzo 2018, infatti, le api risultano esposte agli effetti nocivi dei neonicotinoidi in vari modi, che attaccano il sistema nervoso centrale degli insetti impollinatori attraverso la contaminazione di diverse matrici: nettare, polline, acqua, propoli e polvere facendo perdere l’orientamento e la memoria olfattiva alle api. Diverse associazioni si fanno portavoce di slogan di protesta contro l’uso di tali pesticidi, una tra tutte “Slow Food”: impegnata sul territorio internazionale per una produzione alimentare sempre in armonia con ambiente ed ecosistema. Peraltro, I’ obbligo di utilizzare neonicotinoidi per combattere la Xylella, posto dal decreto Martina, è anche in forte contrasto con il dettato del d.lgs. 150/12 che, invece, prevede un “uso sostenibile” dei pesticidi, che devono essere sottoposti a una serie di accorgimenti, limitazioni e riduzioni; devono rispettare specifiche misure di tutela delle acque, valutazioni d’impatto e misure di “difesa integrata obbligatoria”.

Ed è proprio in virtù del preminente interesse di tutela dell’ambiente che si auspica l’adozione di misure che in nessun modo richiedano l’utilizzo di tali neonicotinoidi, per fronteggiare il pericolo Xylella.

L’uso di pesticidi, dunque, dovrebbe essere ben circoscritto in un piano che non perda mai di vista la fondamentale tutela e salvaguardia dell’ambiente acquatico e delle acque potabili, la conservazione della biodiversità e degli ecosistemi, restando in ciò assorbita la tutela degli interessi dei consumatori.

 

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